Racconti su riviste e blog letterari

In questa sezione troverai gli incipit e i link dei racconti di Paolo Ceccarini pubblicati su riviste e blog letterari.

La vera storia di Basilico, pubblicato dalla rivista SPLIT di Pidgin edizioni

Eravamo vivi, sì, ma d’un verde pallido, acquoso. E quando un tizio barbuto si avvicinò al banco, cominciammo a gridare: prendi me, prendi me! – un tentativo vano, ché gli umani non le sentono mica le nostre voci. Cercai di stare dritto per sembrargli in gran forma, e quello sforzo bastò a provocarmi un lieve stiramento tra il fusto e la radice. Il barbuto toccò un paio di vasi alla mia sinistra e borbottò qualcosa. [Continua a leggere qui]

L’uomo senza, pubblicato da Letteratura espressa  (L’uomo senza è uno stralcio tratto da un romanzo inedito.)

Rallento per parcheggiare. L’auto borbotta e sputa un nugolo nero. Passi incerti. Mi sento osservato perché sono solo, e mi immagino come una specie di serpente in abiti umani. Barcollo fino a una panchina, dove siedo in punta. Il fiume tace. La crescente consapevolezza di essere invisibile sopisce l’ansia. Comincio a scandagliare il verde. Sul parco, sulla lieve collina: ci sono coppie dappertutto. Passeggiano, ruzzano, parlano. [Continua a leggere qui]

Il buco, pubblicato originariamente da Spaghetti Writers

Non l’avevo mica visto, appena entrato a casa. Di fronte c’era il divano, il tavolo, e tutto; io, arcuato, andavo verso la cucina per salutare mamma.
«Ciao ma’», gridai nel crepitio della cottura.
«Oh, Marco, sbrigati a lavarti le mani e chiama tuo padre, che è pronto.»
Non si girava a guardarmi: parlavo alla sua nuca, che mi arrivava sì e no al petto. Fu quando uscii dalla cucina e tornai nel soggiorno che lo vidi, a pochi metri. Un buco nero, atro, che pareva fatto col compasso. [Continua a leggere qui]

Sedici, pubblicato da Kultural

In terza mi piaceva una ragazza. Si chiamava Elisa. La guardavo ogni mattina, davanti all’istituto, stringendo le cinghie dello zaino nei pugni. Lei camminava insolentita, mi piaceva supporre, dalle cose della vita, come uno di quegli esseri speciali che per eccessiva sensibilità o disgrazia riescono a vedere la bellezza della miseria umana. [Continua a leggere qui]