Stralci di Sinola

Spesso mi chiedono: perché c’è un’aurora boreale in copertina? E viene fuori che Sinola è un romanzo romantico e triste. 
Scrivendo e riscrivendo la storia d’amore di Sid, persino durante l’editing, ho pianto ogni volta. 
Eccovi l’aurora boreale, direttamente dalle pagine del romanzo.

«Accidenti, cos’è?» domandò Sid con una richiesta travestita da esclamazione.
Kòya non fu meno sorpresa di lui, notando che il cielo si tingeva di luci impossibili. Quanto avevano parlato e sognato perché quel fenomeno accadesse senza che si accorgessero?
«Credo che sia la famosa aurora del Whiteyed land. Che bello!» gridò Kòya come una bambina. Si levò e prese le mani di Sid, tirandolo su di peso. L’abbracciò abbassandosi, perché era un po’ più alta. Guancia contro guancia si rivolsero a est, dove si stava verificando lo straordinario fenomeno naturale.
L’aurora si sprigionava dal basso, sembrava un vapore che saliva nel cielo in modo innaturale perché curvava verso occidente, coricandosi orizzontalmente sul letto di stelle. L’aurora, all’inizio, era fissa. Poi il verde si mischiò al blu brillante e le stelle vennero raccolte in un’effusione luminosa che pareva trascinarle con sé.
Kòya e Sid restarono fermi dinanzi all’inatteso spettacolo. L’acre ragazzo di Tydus si era concesso e le Steppe Artiche manifestavano uno spiraglio di dolcezza. Erano terre delicate, in fondo, così tetre e affrante da suscitare compassione.
Il gigantesco fantasma librato nel cielo rischiarava la Zona Sismica. La striscia ondulata di verde si scioglieva in circoli turchini, mentre il chiarore si accendeva sempre di più, lampeggiando in alcuni punti. Giungevano flutti di giallo risoluto e i radi alberi stecchiti si stiravano per bagnarsi la testa nella luce.
Sotto alle intermittenze dell’aurora, Sid si fuse nel calore dell’abbraccio con Kòya. Faticava a riconoscersi. Come se cambiare non fosse possibile, come se non si rendesse conto che il divenire lo inglobava nel suo moto perpetuo.
Per Sid non c’era che la percezione di Kòya. Il tydusiano si scostò un po’ per scrutarla. Lei fece lo stesso e di fronte a sé vide un giovane uomo, non certo un ragazzino. Kòya venne risucchiata dagli occhi di lui. Atroci, impassibili, da felino. Se lo sguardo di Sid la intimoriva, il suo sospiro e la sua delicatezza la facevano sussultare.
Con l’aurora del Whiteyed land impazzita sullo sfondo, piena dei tratti gialli che l’infuocavano, un’ombra forte scuriva la guancia destra di lei e la sinistra di lui mentre si baciavano.